«In corso di approvazione» la relazione sui paesi sicuri
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Il caso In una risposta dell'Avvocatura dello Stato alla Corte del Lussemburgo l'aggiornamento sulla relazione che, dice la legge, il governo avrebbe dovuto ultimare entro il 15 gennaio
«Il rapporto è stato predisposto ma è in corso di approvazione. C’è stato uno slittamento di qualche settimana ma arriverà nei prossimi Consigli dei ministri», ha risposto l’Avvocatura dello Stato italiano all’Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea. L’occasione è stata l’udienza che si è tenuta ieri a Lussemburgo sui rinvii pregiudiziali che riguardano il protocollo Italia-Albania.
Così si è finalmente saputo qualcosa in più sulla relazione a tema «paesi sicuri» che il governo avrebbe dovuto ultimare entro il 15 gennaio e poi trasmettere alle competenti commissioni parlamentari. Questo prevede la legge che lo scorso autunno ha trasformato in una norma primaria l’elenco degli Stati ai cui cittadini che chiedono asilo si può applicare la procedura accelerata di frontiera (con detenzione).
La relazione serve a sostituire le «schede paese» che quando la lista era contenuta in un decreto interministeriale, un atto amministrativo di cui l’ultimo aggiornamento risale a maggio 2024, erano risultate zeppe di eccezioni per categorie di persone nei principali Stati che il governo italiano ha scelto di considerare «sicuri». Spesso, osservano i critici, si tratta degli stessi che sono in testa alla classifica degli sbarchi.
A fine gennaio il deputato di +Europa Riccardo Magi aveva presentato un’interrogazione parlamentare per capire cosa ne era stato della relazione. È «in via di definizione» aveva risposto il governo.
Le «commissioni parlamentari competenti» attendono ora fiduciose.
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