Ballesterer: Congratulazioni per il 200° numero: fantastico!


Jogi Löw sedeva beatamente sul podio, nel ventre dello stadio Maracanã. Il Ct della nazionale aveva appena vinto la Coppa del Mondo con la nazionale. In vista di questo momento storico, si preparava a pronunciare un discorso da statista dall'austera sala stampa e attendeva le domande dei giornalisti presenti. Robert Florencio fu il primo a ricevere il via libera dall'addetto stampa della FIFA per porre una domanda al neo-campione del mondo. Il giornalista di "Ballesterer" non si lasciò scoraggiare. Centinaia di media ascoltarono mentre il suo collega austriaco coglieva l'occasione non per interrogare Löw in modo volgare sull'andamento della partita, sul gol di Götze o sull'esaltante sensazione di trionfo, ma per rivolgersi a lui da un'angolazione completamente diversa: "Signor Löw", chiese Florencio, "col senno di poi, è grato all'Austria Vienna per la sospensione che il club le ha concesso nel 2004 dopo una sconfitta contro l'FC Kärnten?" Dopotutto, altrimenti non sarebbe stato facile per il nativo della Foresta Nera diventare assistente di Jürgen Klinsmann alla DFB e ora, in qualità di suo successore come allenatore della nazionale, guidare la nazionale tedesca alla vittoria del titolo.
La puntata del collega Florencio è un ottimo esempio di come il "Ballesterer" sia riuscito a essere una frecciatina colorita nel mondo spesso conformista del giornalismo calcistico per 25 anni. Una voce percettibile, critica, ma leggera, che non corre mai il rischio di trasformarsi in un cronista giudiziario compiacente in un mercato mediatico competitivo o di cedere ciecamente alle tentazioni economiche. Nel primo numero, il fondatore Reinhard Krennhuber scrisse nel suo editoriale: "Apprezziamo la forma del pallone e la durata della partita, e amiamo le storie che ne nascono". E il "Ballesterer" è rimasto fedele a questo credo. Basta dare un'occhiata ai numeri più recenti per capire quanto siano veloci ma affidabili i cuori dei tifosi nella redazione viennese dopo un quarto di secolo di storia della rivista. Articoli di copertina sull'Hadjuk Split, la romantica malinconia della seconda divisione austriaca, un'ode alla città del calcio di Monaco o il racconto della metamorfosi di Franz Beckenbauer da cosmopolita newyorkese a distaccato funzionario di alto livello dimostrano che la redazione è pronta a sorprendere ogni mese. E la prospettiva dagli spalti è evidente in ogni riga. Che si tratti delle diverse storie dei tifosi, degli articoli d'inchiesta sulla politica calcistica, dei reportage da campionati poco noti, della visione ambivalente del calcio tedesco, che spesso si distanzia dalla prospettiva di 11FREUNDE, o delle immagini che in "Ballesterer" non rischiano mai di rendere omaggio alla vistosa spettacolarità del calcio professionistico.
Sfogliando le pagine, diventa chiaro: una storia avvincente ha sempre la precedenza su un argomento presumibilmente più commerciabile. Una conseguenza di ciò è che la redazione di Porzellangasse a Vienna ha imparato che non è scontato che il "Ballesterer" abbia resistito sul mercato per così tanto tempo. La redazione è ancora composta da pochissimi dipendenti fissi e ogni numero, ogni podcast, la presenza online o le meritevoli pubblicazioni speciali sulla storia del calcio sono sempre il risultato del lavoro appassionato di 30-40 collaboratori freelance che portano dentro di sé il DNA del "Ballesterer". Ma questo mix di circostanze ha fatto sì che il team si sia sempre dimostrato combattivo nel preservare gli ideali e la filosofia aziendale.

Sempre un piacere: le copertine di Ballesterer.
Foto: BallestererQuando la pandemia ha causato il crollo dei già scarsi ricavi pubblicitari e delle vendite della rivista nel 2020, questo atteggiamento altruistico ha persino portato "Ballesterer" sull'orlo del baratro. Tuttavia, nell'ambito della campagna "Ballesterer brennt" (Ballesterer brucia), molti lettori dei paesi di lingua tedesca hanno mostrato solidarietà e hanno fatto sì che, cinque anni dopo, la rivista tornasse a essere finanziariamente solida, vantando circa 5.000 abbonati, circa 140 sostenitori nel cosiddetto "Ballesterer Supporters Club" (che aiutano l'azienda con almeno 12 euro al mese) e una tiratura mensile complessiva di 20.000 copie.
11FREUNDE ha sempre mantenuto stretti contatti con i suoi colleghi in Austria fin dall'inizio. Entrambe le riviste sono state fondate nel 2000. Un atteggiamento critico nei confronti del commercialismo che vede il tifoso come parte integrante del gioco, un amore per il gioco che, come nessun altro sport, scrive ogni giorno storie nuove e indimenticabili: tutto questo unisce le nostre aziende e noi a Berlino non vediamo l'ora di scoprire cosa i nostri colleghi austriaci rielaborano ogni mese. Con il fondatore Reinhard Krennhuber abbiamo instaurato un rapporto amichevole fin dall'inizio. I successivi caporedattori Jakob Rosenberg e Nicole Selmer , così come i nostri colleghi di "So Foot" dalla Francia, "When Saturday Comes" dall'Inghilterra, "Offside" dalla Svezia e "Panenka" dalla Spagna, hanno sostenuto volentieri la nostra idea di creare una rete internazionale di riviste calcistiche indipendenti. Perché tutti noi crediamo sia importante che, sulla scia della commercializzazione dilagante nel calcio professionistico, dove da tempo si sono aggiunti investitori privati miliardari, fondi sovrani e regimi ingiusti, ci sia un correttivo critico nel giornalismo, a parte i titolari dei diritti, che non permetta che la sua bocca venga messa a tacere e ponga il dito sulle ferite che si stanno aprendo.
Proprio come sta facendo il "Ballesterer" nel suo 200° numero, in uscita questo venerdì, 11FREUNDE invia calorose congratulazioni da Berlino, oltre le Alpi, a Reinhard Krennhuber, al caporedattore Moritz Ablinger e alla caporedattrice Nicole Selmer. Ci auguriamo che i prossimi 25 anni di scambi amichevoli, controversi e, in definitiva, amichevoli con tutti i "Ballesterer" attuali e futuri.
11freunde